Roma città aperta.

Via Raimondo Montecuccoli, Rome, Metropolitan City of Rome, Italy

Roma città aperta.

Ancora oggi Roma città aperta è considerato il vero e proprio atto di nascita del Neorealismo Cinematografico Italiano, soprattutto per il rapporto diverso che la pellicola di Rossellini instaurò con l’attualità.

Come gli altri capolavori neorealisti che seguirono, Roma città aperta mise in discussione la funzione del cinema come strumento di evasione e puntò piuttosto a raccontare la vita che accade sotto i nostri occhi, nel tentativo di scoprire una Italia inedita, fatta di paesaggi e situazioni che non erano stati raccontati dal cinema dei telefoni bianchi dell’epoca fascista.Alla fine della guerra la maggior parte degli studi era andata distrutta e la strada divenne il set improvvisato di molti film. In tale situazione precaria, ciò che ne guadagnò fu la libertà espressiva dei registi.

Un esempio è dato dalla sequenza dell’uccisione di Pina (Anna Magnani), in Roma città aperta (1945)e si tratta di uno di quei momenti in cui il cinema diventa leggenda,e non solo per la carica emotiva delle immagini, ma anche perchè l’uscita di scena a metà film della protagonista venne considerato un atto di coraggio da parte del regista e un fatto assolutamente inedito per il pubblico.

La scena fu girata al quartiere Pigneto, in via Montecuccoli 17 . Mentre una camionetta della Gestapo porta via il suo uomo, Pina si divincola dalle guardie tedesche e si lancia in strada nel disperato tentativo di ribellarsi all’arresto dell’uomo. Ma in quel momento una scarica di fucili raggiunge Pina, la quale si accascia a terra senza vita sotto gli occhi del figlioletto Marcello.

Pochi passi dalla Stazione Termini e ti ritrovi al Pigneto, triangolo di strade dal fascino retrò tra la via Prenestina e la via Casilina. Brandelli di storia imperiale convivono con una romanità in continua trasformazione

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